Perché le case italiane sono quelle che consumano più energia in Europa? Cause e soluzioni

Ti sei mai chiesto quale sia il settore che consuma più energia in Italia?

Eh sì, la risposta è proprio… casa nostra! Infatti gli edifici pubblici e privati (scuole, centri commerciali, abitazioni, ospedali,…) hanno esponenzialmente aumentato nel corso degli anni il consumo già alto di energia.

In Italia, secondo i più recenti dati Istat, ci sono circa 31 milioni di abitazioni, di cui solo 24 milioni sono abitate effettivamente (le restanti sono per esempio seconde case). Queste abitazioni, solo che nel 2021, hanno consumato 33 milioni di tonnellate di petrolio (tep), di cui il 55% costituito da gas e il 20% da energia elettrica (67 miliardi di kWh, circa un quinto del consumo nazionale di elettricità), immettendo in atmosfera circa 70 milioni di tonnellate di gas serra.

E gli altri Paesi europei come sono messi? Il problema è proprio questo: come si vede dal grafico, a parità di condizioni climatiche un’abitazione in Italia consuma circa il 50% in più rispetto alla media europea (1,9 tep all’anno contro l’1,3 europeo).

Perché avviene questo? Negli ultimi decenni gli altri Paesi hanno ridotto i consumi delle abitazioni fino al 20%, ottimizzando al massimo l’efficientamento energetico, mentre l’Italia è rimasta ferma a 20 anni fa.

La nostra condizione è irrecuperabile? Assolutamente no! Attuando i giusti accorgimenti, è possibile ridurre velocemente i consumi di energia di ogni abitazione, che sono causa di bollette sempre più alte e situazioni economiche instabili. Un esempio? La coibentazione di intercapedini e sottotetto è la soluzione più economica ed efficace che si possa trovare attualmente sul mercato: in un solo giorno lavorativo potrete avere la casa isolata dal caldo in estate e dal freddo in inverno, dando un taglio alle bollette fino al 40% e riducendo drasticamente le emissioni di CO2 nell’aria!